Il Vesuvio è uno dei vulcani più pericolosi al mondo. Attualmente è inattivo (non spento), l'ultima eruzione è avvenuta nel 1944. I vulcani di tipo vesuviano hanno un'attività prevalentemente esplosiva: l'eruzione è violenta e il materiale eruttatto è composto principalmente in flussi di cenere ad altissima temperatura che vanno a costituire i flussi piroclastici. Questi flussi d'aria calda e compressa e di cenere viaggiano a velocità elevatissima: se ci si trova nei paraggi del vulcano è praticamente impossibile sopravvivere.
Plinio il Vecchio, un grande scrittore vissuto ai tempi dell'antica Roma, scrisse di una terribile eruzione del Vesuvio avvenuta nel 79 d.C.. Questa eruzione rase al suolo uno dei più grandi centri abitati dell'Impero romano, Pompei. I resti della città tornarono alla luce con degli scavi cominciati nel 1748 per volere di Carlo di Borbone.
Sono state rinvenute numerosissime case, ville, terme, teatri e anfiteatri, fori, palestre, luoghi di ritrovo. Ciò che rende questi scavi archeologici davvero importanti (tanto da essere inseriti già nel 1980 nei Patrimoni dell'Unesco) sono le tracce dell'eruzione vesuviana del 79 d.C.: quella eruzione coprì tutta la città con uno strato alto 6 metri di cenere bollente. Le persone stesse sono state avvolte da quella cenere che si è poi solidificata. Dove c'erano i corpi sono rimasti dei vuoti, impronte inconfondibili di quella terribile eruzione. I corpi sono stati "rinvenuti" in posizioni di fuga o di protezione. Quell'eruzione ha immortalato una giornata tipica ai tempi dell'antica Roma e l'ha conservata nel tempo.
Per approfondire leggi le schede dei comuni di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata.


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