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Conseguenze della Prima Guerra Mondiale
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Il bilancio finale della Prima Guerra Mondiale fu di più di 8 milioni di morti e oltre 20 milioni di feriti gravi o mutilati. I paesi vincitori imposero pesanti condizioni ai paesi dell’Alleanza sia sul piano territoriale che economico.

CONSEGUENZE GEOPOLITICHE ED ECONOMICHE
Dal punto di vista territoriale il trattato prevedeva la restituzione dell’Alsazia-Lorena ai francesi. La Germania perse inoltre tutte le sue colonie che furono spartite tra Francia, Gran Bretagna e Giappone. L’Italia, oltre a riprendersi Trento Trieste, annesse ai suoi territori anche Ischia. Ciò fu possibile perché dopo la Prima Guerra Mondiale l’impero asburgico si sfaldò lasciando il posto alla Repubblica d’Austria di dimensioni molto ridotte rispetto all’Impero. il punto cruciale del Trattato di Versailles, però, fu l’insieme di condizioni imposte alla Germania per essere stata la prima nazione ad attaccare e, di fatto, la più agguerrita. La Germania dovette impegnarsi a rifondere ai vincitori i danni subiti che sarebbero stati poi stabiliti in seguito. Inoltre le fu imposto di rinunciare al servizio di leva e alla flotta militare. Inoltre l’esercito non avrebbe dovuto superare le 100.000 unità. Erano condizioni umilianti per il popolo tedesco, ma era l’unico modo per Francia ed Inghilterra di controllare la Germania e fare in modo che non tornasse ad essere la nazione europea più sviluppata.

CONSEGUENZE SOCIALI
Nel trattato di Versailles fu inoltre istituita la Società delle Nazioni: si trattava di un insieme di stati (quasi tutti quelli coinvolti nella Grande Guerra) che doveva tutelare la pace e l’equilibrio tra i vari popoli per evitare il ripetersi di stragi come fu, di fatto, la Prima Guerra Mondiale. L’eredità della Grande Guerra fu forse ancor peggiore della guerra stessa. La povertà dilagava, vi era un diffuso e generale malcontento in tutte le nazioni per le misere condizioni di vita. Inoltre non bisogna trascurare gli effetti che ebbe la Rivoluzione Russa nel panorama mondiale. Nei primi anni dopo la guerra, molti paesi si avvicinarono ad adottare la politica dittatoriale del regime comunista. Prendendo ispirazione dagli ideali del regime comunista russo, in tutta Europa scoppiarono numerose rivolte sociali ed il sistema politico, faticando a gestire le finanze, non riusciva a far fronte a questi malcontenti. L’eredità più grande della Grande Guerra fu comunque il consolidamento della società di massa. Ciò agì da potente acceleratore sociale; da allora, come mai prima nella storia, i cambiamenti furono repentini e globali. Le condizioni dell’Italia non erano diverse da quelle del resto dell’Europa, anzi, erano addirittura peggiori perché già da prima della guerra non era presente una classe politica molto forte e la crescita economica dovuta alla rivoluzione industriale era stata minore rispetto agli altri paesi europei.

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