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Totalitarismi
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Negli anni ’20 tutta l’Europa e gli Stati Uniti furono protagonisti di una forte ripresa economica. Superati i traumi della guerra, l’economia di rimise in moto portando in pochi anni benessere e stabilità. Tra le grandi potenze solo la Germania rimase parzialmente esclusa da questa crescita per via deli enormi debiti di guerra. I rapporti internazionali divennero relativamente più distesi e, nel sistema economico, presero sempre più piede le banche per via della crescente tendenza al capitalismo. La situazione di stabilità, però, durò meno di un decennio. Il 24 ottobre 1929 (ricordato come il giovedì nero) Wall Street, la Borsa di New York, crollò irrimediabilmente e repentinamente a causa dell’eccessiva speculazione finanziaria avvenuta nei mesi precedenti. La crisi si diffuse a macchia d’olio in tutti gli altri mercati finanziari in particolare in quelli europei. In pochi giorni fu distrutto tutto ciò che di buono era stato costruito dopo la Grande Guerra. Come è facile immaginare, le ripercussioni sociali di questo crollo furono enormi. Tutti i paesi industrializzati entrarono in recessione, l’inflazione raggiunse livelli intollerabili per la popolazione e quasi tutti i paesi adottarono una politica protezionista che però non risolse i problemi dei paesi. La crisi fu superata solo in parte con la New Deal, una politica economica adottata dal presidente americano Roosvelt eletto nel 1933. Questa nuova politica non fu però sufficiente a mettere a tacere il malcontento popolare soprattutto negli stati europei dove si vennero a creare le condizioni sociali migliori per l’ascesa delle dittature (una delle pagine più tristi della storia europea). Tra queste dittature, la più tristemente nota è quella nazista. Le altri forti dittature di estrema destra si svilupparono in Italia e in Spagna. La Russia fu invece protagonista di un regime dittatoriale di estrema sinistra (regime comunista). Fautore di quest’ultima fu innanzitutto Lenin che impose il regime con la Rivoluzione Russa scoppiata nel 1917; non si trattava ancora, però, di un regime violento seppur molto autoritario. Il carattere violento e oppressivo del regime comunista fu opera del successore di Lenin, Stalin che portò all’estremo gli ideali comunisti finendo con il reprimere ogni forma di opposizione. Anche la Russia purtroppo si diffusero i campi di concentramento (chiamati gulagh) che non erano destinati a persone di razze diverse (il razzismo fu una caratteristica tipica del regime tedesco) ma erano destinati ai dissidenti politici.

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