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Risorgimento e la prima Italia unita
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Nel XIX secolo in tutta Europa, dopo la Rivoluzione francese e il dominio napoleonico, continuò l'egemonia delle grandi monarchie affiancate però da governi in molti casi eletti anche dal popolo. La Rivoluzione francese lasciò dietro di sé un'eredità importantissima per ciò che riguarda i diritti dell'uomo. L'estrema fiducia nelle scienze venne però progressivamente meno lasciando il posto al sentimentalismo intellettuale (il Romanticismo) che culminerà verso la fine dell'Ottocento (prima della Rivoluzione industriale). L'Italia rimase parzialmente esclusa da questo ennesimo ribaltamento culturale perchè era ancora divisa e una parte della popolazione lottò per far risorgere l'Italia unita cacciando i Borboni. Non a caso questo periodo storico prende il nome di Risorgimento. L'unità d'Italia fu proclamata il 17 Marzo 1861 a seguito di numerose battaglie. Era una monarchia, sul trono vi era la famiglia dei Savoia accompagnata nel governo da un parlamento essenzialmente bipolare: i due più grandi partiti erano la cosiddetta destra storica e sinistra storica che si alternarono nel governo della città. I partiti furono una grande innovazione del XIX secolo in tutta Europa. Si trattava di organizzazioni di cittadini che condividevano le stesse idee politiche e che si proponevano per guidare il paese. Mentre le cariche nobiliari si tramandavano per eredità, il parlamento veniva rinnovato con elezioni (anche se non a suffragio universale per il quale bisognerà aspettare la riforma del 1945).

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